Piccole medie imprese nel mercato del Risparmio Energetico

0
315

E’ questo il momento in cui la storia ci chiama a delle responsabilità e a degli impegni seri, se vogliamo ancora investire sul futuro e su una riconsiderazione del presente.

Anche le imprese si stanno sempre più convincendo che crescita economica e sviluppo sociale sono obiettivi non necessariamente in conflitto.

L’efficienza energetica delle piccole e medie imprese è oggi un vincolo, non solo economico ma etico. L’Unione Europea si è espressa chiaramente nel pacchetto 20/20/20 che impone tra i vincoli: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, aumentare al 20% il consumo da fonti rinnovabili, portare al 20% il risparmio energetico entro il 2020. Le imprese Italiane devono quindi tradurre questi vincoli in obiettivi seri, conciliando i costi con la competitività fra aziende.

Un recente studio di Confindustria a livello nazionale, mette in risalto un gap positivo tra costi e benefici per quelle aziende che investono in efficienza energetica: significa avere un’economia positiva di ritorno sul bilancio pubblico, sia come risparmio di CO2 sia come ottimizzazione del risparmio avutosi in energia elettrica spesa.

L’efficienza energetica può rappresentare uno strumento di controllo innovativo, oltre al tradizionale controllo costi-benefici, per efficientare l’organizzazione interna oltreché l’autonomia produttiva.

I costi non sono più l’unico parametro che l’azienda moderna deve controllare per gestire il suo successo. La domanda di energia non è più solo quantitativa ma anche qualitativa, deve cioè provenire da fonti rinnovabili, futuro del mercato dell’approvvigionamento energetico, come dettato dall’Europa.

Le resistenze principali sono dettate dalla disinformazione e dalla mancata formazione: le aziende non conoscono appieno i propri consumi e non sanno come affacciarsi sul mercato per acquisire le nuove tecnologie.

Attualmente ci sono soggetti economici sul mercato cui rivolgersi in outsourcing che si occupano dell’ottimizzazione energetica, che arrivano a fornire al soggetto un servizio a costo zero in quanto il servizio stesso viene pagato dal cliente cedendo il risparmio ottenuto rispetto alla situazione iniziale. In questo mercato, appunto, lo scambio arriva ad essere il Risparmio Energetico: parliamo delle Energy Service Company (E.S.CO.), riconosciute con certificazione dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Insomma, riqualifichiamo anche il mondo produttivo verso un impegno serio e di responsabilità verso le generazioni future: ogni anno gli scienziati fanno un resoconto del pianeta, una sorta di bilancio in cui si calcolano le risorse che gli abitanti della Terra consumano e che sono necessarie per neutralizzare i rifiuti e le emissioni prodotte e, parimenti, le capacità degli ecosistemi di far fronte alle richieste. Il risultato è costantemente in deficit: consumiamo sempre più di quanto produciamo e sempre più velocemente.

Non possiamo rimanere allo status quo mentre la nostra struttura economica genera una domanda globale sulla natura quasi doppia rispetto alla fornitura in essere (come se vivessimo su 1,7 pianeti)

Sempre di più il modello capitalistico cui evolvere viene considerato quello basato sulla cosiddetta Stakeholder Economy, quella economia che genera valore aggiunto per gli stakeholder, il territorio, la comunità. Investiamo sul Pianeta, sull’inclusione sociale e la qualità della vita, su stili di vita sostenibili, costruiamo un nuovo ponte di dialogo tra le imprese e i giovani, rigeneriamo capitale: umano, naturale e relazionale.

Questo può considerarsi il punto di rilancio per un nuovo futuro imprenditoriale.

Rossana Ida Di Paolo

Venditore diretto energia per NWG S.p.A.