Storia del composto per l’inertizzazione dei rifiuti ideato da Pasquale Bianchi

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Lo studio per l’inertizzazione dei rifiuti inizia nel 1998 quando mi pervenne un sacco di compost della centrale di compostaggio di Parigi con la richiesta di trovare una soluzione per valorizzare e trasformare quel compost parigino tal quale e riutilizzarlo in altre maniere. Da quel giorno iniziarono i miei studi e le mie ricerche, sino a giungere dopo alcuni mesi a comporre una sostanza che consentiva l’agglomerazione del questi Rifiuti riuscendo a realizzare dei manufatti leggeri, resistenti ma allo stesso tempo anche facilmente lavorabili.


Col proseguire delle ricerche e delle esperienze ho potuto notare che il trattamento preliminare, che era essenziale, per poter agglomerare i rifiuti, era tale che annullava quasi del tutto la puzza e ogni odore sgradevole in pochissimo tempo. Pertanto ho dedicato la mia attenzione a realizzare sempre più dei Campioni di sostanze che consentissero in tempi
brevi di ridurre la puzza, la marcescenza e eventualmente ogni tipo di metallo pesante dai rifiuti con un sistema chimico fisico. Tanti sono stati gli esperimenti per oltre vent’anni e numerosissimi sono stati i composti ideati per poter trattare e inertizzare tutti i tipi di materiali quali carta, plastica, vetro, metalli, legno, organico, inorganico e indifferenziato, riciclabile e ogni rifiuto anche tal quale della raccolta cittadina. Dopo tanti esperimenti, con varie sostanze ed elementi chimici non tossici e non nocivi, alla fine si è pervenuti a formulare una gamma di composti che sono idonei e ideali per ridurre ed eliminare la puzza. Tali composti specifici dal basso costo hanno la capacità di abbattere la puzza in un tempo molto ristretto; inoltre si è notato che i rifiuti inertizzati in poco tempo se lasciati all’aperto e al
riparo da piogge sotto tettoie trasparenti, per una più rapida essiccazione, divenivano secchi con ampia possibilità, di poter essere lavorati per estrarre ogni tipo di materiale riciclabile. Rilevato tale risultato, i rifiuti inertizzati vennero mostrati al Ministro dell’Ambiente il quale constatando la natura del prodotto e in particolare che risultavano inodore, volle effettuare una ricerca per valutare il grado di qualità e di efficienza di questo composto. Si effettuò pertanto nel 2008 una sperimentazione con prove ed analisi eseguite e certificate dall’Enea Basilicata utilizzando dei rifiuti di una discarica della Campania. Si è quindi potuto attestare che questo trattamento riesce a ridurre notevolmente: puzza, marcescenza, cationi, metalli pesanti, risultando quindi un ottimo composto per trattare i rifiuti e renderli passivi, stabilizzati, inerti, igienici con una elevata durabilità e immobilità nel tempo. Potremmo domandarci perché dopo tanti anni e tanti studi e prove ancora oggi non siamo in grado d’attuare questo trattamento sui rifiuti in Italia. Un motivo primario deriva da un discorso economico e commerciale in quanto nelle attuali discariche si preferisce coprire tutti i rifiuti con terra, polvere terrosa, pietrisco non conoscendo un valido sistema di inertizzazione, ma anche perché è possibile nascondere tutto ciò che in discarica viene immesso.
Comunque in discarica resta ugualmente un odore putrido e sgradevole perché la puzza fuoriesce attraverso la porosità dello strato compattato di terriccio in quanto non si effettua una inertizzazione dei rifiuti. Per questi motivi la Comunità Europea punisce l’Italia, con elevate sanzioni, infatti rifiuti immessi in discarica hanno un trattamento di raccolta differenziata ma non un pretrattamento di tipo igenizzante e inertizzante che possa anche eliminare le esalazioni maleodoranti e renderli meno nocivi. Quindi ancora oggi si continua ad operare col vecchio metodo:

1) una parte di rifiuti sono depositati in discarica sino a quando la discarica non sarà completamente colmata,

2) rifiuti vengono bruciati tal quali ed ancora umidi in termovalorizzatori. Tali Rifiuti quindi non ricevono nessun trattamento inertizzante e inoltre i rifiuti vengono bruciati anche umidi con basso potere calorico e con molte plastiche rendendo così i fumi molto acidi. Ebbene questa situazione a breve terminerà perché quasi tutte le discariche italiane e nel mondo andranno a colmarsi e quindi a non potranno contenere più alcun rifiuto e si tenderà quindi ad effettuare una radicale raccolta differenziata, a fare del compost e a bruciare in termovalorizzatori. Ma ciò non significa che il problema dei rifiuti sarà stato risolto. Con tale composto e sistema di trattamento invece si possono realizzare Impianti di Stoccaggio Temporaneo, Igienici e Inertizzati, che consentono di avere ogni anno l’annullamento dei rifiuti prodotti, quindi impianti a Rifiuto Zero, cioè al termine del ciclo annuale i rifiuti non solo saranno trattati inertizzati e igienizzati e quant’altro, ma successivamente potranno essere portati, una volta essiccati , sia in termovalorizzatori col massimo potere combustibile, o diventare concime, o diventare terre organiche e comunque, aspetto importante, si potrà estrarre con tranquillità tutto ciò che è riciclabile dal rifiuto secco inertizzato. Cosa si richiede per l’impianto del trattamento inertizzante: – un miscelatore per impastare e miscelare l’acqua al composto, una pompa di mandata, tubazioni di mandata e ugelli per la fuoriuscita di acqua a pioggia.

Il sistema quindi è molto semplice si effettua con una irrorazione a pioggia sui rifiuti (anche tal quali con o senza raccolta indifferenziata); il sistema risulta economico con abbattimento sostanziale della puzza, marcescenza, cationi, metalli pesanti, percolati; di conseguenza annualmente
ogni rifiuto potrebbe essere completamente annullato ed eliminato in varie maniere.


BREVETTO – DIRITTI D’ AUTORE
“ STABILIZZAZIONE – INERTIZZAZIONE – PASSIVAZIONE DEI RIFIUTI RSU “
TRATTAMENTO DI ASPERSIONE, IRRORAZIONE A PIOGGIA DEI RIFIUTI DA
IMMETTERE IN CENTRI DI STOCCAGGIO, PER OTTENERE CONCIME, TERRE
ORGANICHE E PER PRODURRE ENERGIA CON I TERMOVALORIZZATORI.


In alternativa allo smaltimento dei rifiuti in discarica, è possibile effettuare il trattamento di inertizzazione dei rifiuti con sistema a “PIOGGIA” (simile all’aspersione-irrorazione di acqua sui prati) con liquido inertizzante, ottenendo ottimi risultati in merito alla riduzione dei cattivi odori, della marcescenza dei rifiuti, presenza di insetti, oltre che valorizzare i rifiuti
estraendo tutte le materie riciclabili o utili e non avendo più residuo da smaltire in discarica.
Ma oltre al semplice Sistema di Inertizzazione, la realizzazione dell’Impianto di Trattamento
presenta un basso costo ed anche il Costo del Trattamento a Pioggia risulta esiguo di circa 3-4 centesimi di euro (0,03 – 0,04 €/kg) per 1 kg di rifiuto, effettuando una breve aspersione della soluzione per mezzo di idranti o irroratori fissi o mobili ad ogni immissione di rifiuti.
In particolare oltre al rispetto delle Direttive 1999/31/CE del 16.07.99 – 16.07.2001, Regolamento 1882/2003(CE) del 20.11.03 e Decreto n°36 del 13.01.03, Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 e inoltre si recepiscono le Direttive Europee n.850 e n.851 del 2018 relative alla normativa Europea : GUUE del 14 Giugno 2018. Entrata in vigore: 4 luglio 2018.
Le quattro direttive del “pacchetto economia circolare” sono state pubblicate in GUUE del 14 Giugno 2018 e dovranno essere recepite dagli Stati membri entro il 5 luglio 2020.

Gli obiettivi di riciclaggio previsti:
1) rifiuti urbani: entro il 2025 almeno il 55%, entro il 2030 il 60% ed entro il 2035 il 65%;
2) discariche: fino a un massimo del 10% entro il 2035 (in diminuzione);
3) riciclaggio imballaggi: 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
4) rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie: dovranno essere raccolti separatamente ;
5) rifiuti biodegradabili: dovranno anche essere raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso il compostaggio;
Le caratteristiche specifiche del trattamento inertizzante a pioggia, possono indicarsi :

CARATTERISTICHE RIFIUTI INERTIZZATI CON TRATTAMENTO A PIOGGIA

1) Assenza o riduzione di odori sgradevoli dei rifiuti dopo brevissimo tempo dal trattamento.
2) Assenza o riduzione di marcescenza-putrescenza, di insetti ed animali particolari.
3)Stabilizzazione-inertizzazione dei rifiuti trattati con eliminazione o riduzione della dispersione di metalli pesanti-cationi.
4) Ottimizzazione e maggior estrazione-produzione di biogas.
5) Percolazione delle sostanze inertizzanti con frequente stabilizzazione dei vari strati.
6) Inalterabilità alla combustione dei rifiuti inertizzati e miglioramento dei fumi.
7) Composto inertizzante non infiammabile, non combustibile e non inquinante.
8)Ottimizzazione caratteristiche chimico-fisiche della superficie e strati del terreno di fondo
9) Volume inalterato della capacità-capienza di riempimento dei luoghi di deposito.
10)Basso costo del composto inertizzante e del trattamento.
11)Facile-rapida applicazione del composto inertizzante e in condizioni climatiche naturali.
12)Rapido effetto di stabilizzazione del trattamento, ottimi risultati prove di lisciviazione.
13)Limitato utilizzo e consumo di energia.
14)Trattamento con procedimento a freddo ed effettuato nello stesso ambiente di raccolta.
15)Nessuna produzione di calore, fumi e di sostanze nocive .
16)Sistema di trattamento semplice ed assenza di residui di lavorazione.


Il Trattamento Inertizzante potrà essere effettuato per qualsiasi Rifiuto RSU tal quale ed anche per rifiuti: – CDR – FOS – CSS –

CONSIDERAZIONI – PRECISAZIONI


In merito all’attuale smaltimento dei rifiuti da immettere in discarica, si rilevano ed evidenziano i vantaggi di non dover effettuare la colmatura dei rifiuti in discarica con strati di terra dello spessore di circa 15-25cm, (in base allo strato di rifiuti depositati) con notevole abbattimento-eliminazione dei costi di prelievo, trasporto e spargimento della terra e soprattutto non riducendo la capienza della discarica che può quindi immagazzinare un quantitativo superiore di rifiuti rispetto al quantitativo preventivato nel caso di utilizzazione di strati di terra per ricoprire i rifiuti ed eliminare i problemi di odori sgradevoli e di putrescenza dei rifiuti. Per tutte le Regioni d’Italia e del Mondo sarebbe auspicabile per la tutela
della salute pubblica e per la tutela dell’ambiente che tutti i rifiuti da immettere in discarica e tutti i rifiuti da depositare ed utilizzare come combustibile possano ricevere il trattamento di passivazione ed inertizzazione , in tal modo dopo un determinato periodo in centri di stoccaggio temporanei sarà possibile estrarre ogni elemento utile e riciclabile dai rifiuti, con elevati guadagni e minor sprechi di materie prime e successivamente l’organico residuo, secco ed inertizzato, potrà essere del tutto eliminato i differenti maniere.
Il Metodo Brevettato di Passivazione, Stabilizzazione e Inertizzazione risulta di facile applicazione, efficiente e rapido nel risultato, economico nel trattamento, veloce nel procedimento, riduce o elimina la marcescenza ed i cattivi odori, evita o limita la cessione di metalli pesanti e cationi. E’ un trattamento a freddo senza emissione di fumi, senza alterare le
caratteristiche dei rifiuti trattati, con esiguo impiego di energia e consente sia la produzione di energia con combustione dei rifiuti ad elevato potere calorico che altri utilizzi, potendo così annullare la quantità annua di rifiuti prodotta e quindi risolvere le problematiche dei rifiuti prodotti giornalmente ma anche le problematiche legate ai rifiuti già accumulati e
depositati in quanto verrebbero inertizzati senza produrre più cattivi odori e pertanto non solo migliorando l’ambiente ma anche recuperando quei luoghi malsani rendendoli meno inquinanti ed aggressivi e volendo anche recuperabili . Di certo è che questo sistema di inertizzazione dei RSU urbani, possiede vari requisiti favorevoli e positivi quali :

  • Basso costo di realizzazione, facile sistema di inertizzazione, riduzione quasi totale della puzza, della marcescenza, della putrescenza, dei percolati, dei metalli pesanti.
  • Possibilità dopo l’essiccazione o anche da umidi di poter essere lavorati estraendo tutti i materiali riciclabili in tal modo si ottiene una raccolta differenziata completa e totale del 100%, senza effettuare il sistema Porta a Porta e quindi abbattendo i costi, infine il rifiuto organico inertizzato che residua potrà essere utilizzato come concime in quanto è pulito
    oppure potrà essere immesso in termovalorizzatori possedendo elevato potere calorico per ottenere energia. Inoltre aspetto fondamentale è che operando in tale maniera si eliminano completamente le discariche non si avrà più pertanto nessun rifiuto residuale e ogni anno verrà annullata la quantità di Rifiuti raccolta nei centri urbani con smaltimento totale e con il massimo della raccolta differenziata. Come è possibile constatare sono tutti requisiti importanti e vantaggiosi per l’ambiente e per tutti.

IMPORTANTE
Con tale Invenzione l’Italia è in anticipo rispetto all’Europa di ben 15 anni rispetto a quanto indicato e richiesto dalle Direttive Europee n.850 e n.851 del luglio 2018 in merito:

1) al tipo di discariche,

2) ai rifiuti da smaltire,

3) alla raccolta differenziata,

4) al trattamento e gestione preliminare dei rifiuti,

5) alla riduzione dei rifiuti da immettere in discarica,

6) all’energia da ricavare.


Le Direttive Europee


Sono entrate in vigore il 4 luglio 2018 e gli Stati membri dovranno recepirle entro il 5 luglio 2020.
Le quattro direttive del “pacchetto economia circolare”, pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 14 giugno 2018, che modificano 6 precedenti direttive su rifiuti (2008/98/Ce), imballaggi (1994/62/Ce), discariche (1999/31/Ce), rifiuti elettrici ed elettronici (2012/19/Ue), veicoli fuori uso (2000/53/Ce) e pile (2006/66/Ce).


Tra gli obiettivi delle nuove direttive è previsto il riciclo entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035) e parallelamente si vincola lo smaltimento in discarica (fino ad un massimo del 10% entro il 2035).
Il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. I rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie (come vernici, pesticidi, oli e solventi) dovranno essere raccolti separatamente dal 2025 e, sempre a partire dal 2025, i rifiuti biodegradabili dovranno essere obbligatoriamente raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso il
compostaggio. Per quel che riguarda la discarica, il pacchetto Ue limita la quota di rifiuti urbani da smaltire a un massimo del 10% entro il 2035.
La strategia a lungo termine è quella di coinvolgere le aziende nel realizzare prodotti con materiali nuovi, interamente riutilizzabili e che quindi non generino scarti, mentre quella a breve e medio termine è gestire gli scarti prodotti in modo più responsabile, attraverso il riutilizzo ed il riciclo.
L’innovativo sistema Inertizzante consente di adempiere a tutto quanto previsto dalle direttive europee con 15 anni di anticipo e di essere così primi in Europa.

Ing. Pasquale Bianchi

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